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Tutto ciò che devi sapere sulla compattazione dei terreni dovuta ai pneumatici agricoli

Scritto da Esperto di pneumatici da trattore | 17 aprile 2023

La qualità del terreno dei campi è determinante per aumentare la produzione. È il tuo bene più prezioso e sarebbe un peccato che i passaggi ripetuti delle macchine agricole e dei rimorchi alterassero questo “capitale”, assolutamente decisivo per la tua stabilità economica.
Sapevi che l’eccessiva compattazione dei terreni può comportare perdite di resa che si attestano tra il 20 e il 50% nel giro di qualche anno?

La compattazione penalizza la rigenerazione del suolo e la sua biodiversità, favorisce la formazione di solchi, accentua l’erosione e il dilavamento. Se ti stai preoccupando, tranquillo: ti abbiamo preparato un elenco di soluzioni alla compattazione del terreno che ti consentiranno di migliorare la resa e la produttività. Segui la guida...

1. Quali sono le 5 principali conseguenze sul terreno dovute al passaggio di mezzi troppo pesanti o alla pressione eccessiva dei pneumatici?

Fra il controllo regolare delle macchine agricole e la gestione dell’azienda in senso stretto, la tutela dei terreni viene molto spesso trascurata e passa in secondo piano. Eppure, fra i problemi che si incontrano di frequente nei campi, alcuni meritano una particolare attenzione, in particolare quello relativo alla compattazione del terreno.
Con il passare del tempo, questo fenomeno avrà un impatto negativo sulla produttività e, di conseguenza, sui guadagni.

Sebbene la compattazione del terreno sia spesso legata alla pressione di gonfiaggio dei pneumatici agricoli, ci sono altri fattori da considerare, in particolare il carico.
Questo varia in base al tipo di operazione svolta.
In questo modo possiamo distinguere:

  • I cantieri «leggeri»: al momento della messa a dimora delle piante e del trattamento del terreno.
  • I cantieri «pesanti»: al momento del raccolto, i mezzi di raccolta e i rimorchi accentuano il problema.
  • I cantieri «impegnativi»: arature e lavori che necessitano di attrezzi trainati di peso elevato (disgregazione, aratri, attrezzi combinati durante la semina diretta).
In qualsiasi caso, le conseguenze della compattazione del terreno sono reali e non vanno trascurate: ne va della resa.

1. La compattazione del terreno blocca la radicazione

La struttura del terreno è determinante per il corretto sviluppo delle piante. Dev’essere poroso e ben aerato in modo che le radici possano svilupparsi con facilità.
Sfortunatamente, non è sempre così, poiché il passaggio costante dei mezzi agricoli favorisce la compattazione dei campi.

Non ricorrendo a misure preventive come l’adeguamento della pressione dei pneumatici agricoli alla struttura del terreno, le perdite di produttività dovute alla compattazione possono attestarsi fra il 20% e il 50%, a seconda dei casi.

  • A sinistra: radice ad angolo retto che ha incontrato una zona compatta durante lo sviluppo
  • A destra: radice il cui sviluppo è uniforme.


Se si tratta di colture di tuberi quali ad esempio le barbabietole o le carote, le radici si svilupperanno con difficoltà, fornendo prodotti irregolari o deformi.
Evidentemente, questo inciderà sul volume d’affari, poiché questi prodotti avranno meno valore sul mercato.

Difformità di penetrazione radicale e differenza di maturità della pianta
(a destra fioritura, al centro nessuna fioritura)

2. Un’eccessiva compattazione penalizza la rigenerazione del terreno

Nelle regioni a clima temperato ed in particolare in Italia, i terreni risultano più sensibili alla compattazione. Oltre ad una pressione dei pneumatici non idonea, questo fenomeno è strettamente connesso al peso delle macchine agricole che penalizza la struttura nonché la biodiversità del terreno.

Possono presentarsi due diverse situazioni:

  • La compattazione superficiale: connessa ai pneumatici agricoli, riguarda esclusivamente la superficie del terreno. L’eccessiva compattazione si corregge con una semplice disgregazione.
  • La compattazione profonda (che corrisponde al compattamento): spesso dovuta ad un carico troppo elevato dei mezzi agricoli. In questo caso, la biodiversità è minacciata poiché la rigenerazione del suolo dipende da essa e in particolare, dall’azione dei lombrichi.

È opportuno quindi, avere una buona conoscenza della natura e della struttura del suolo dei campi al fine di evitare l’eccessiva compattazione e lavorare nelle migliori condizioni possibili.

3. La formazione di solchi

Si tratta di un problema molto frequente in alcuni tipi di colture dove, durante la stagione del raccolto e dei trattamenti, si verificano ripetuti passaggi delle macchine agricole negli stessi punti, talvolta in condizioni di bagnato.

La formazione di solchi può presentarsi nei campi di coltivazioni estese e tenderà a depositare l’acqua in superficie. Molto spesso, è associata alla compattazione del terreno e in questo caso si tratta di due fenomeni ben distinti.

In concreto, nella maggior parte dei casi un solco si forma nel momento in cui la pressione esercitata sul terreno da un mezzo agricolo o un trattore è troppo elevata rispetto alla portanza del suolo, cioè alla capacità del terreno di sostenere i carichi. Le ruote affondano fino a che la pressione esercitata dai pneumatici e la portanza del terreno si uniformano.

4. La compattazione del terreno favorisce l’erosione e il dilavamento

Le conseguenze della compattazione del terreno non influenzano solo lo sviluppo delle piante ma accentuano anche l’erosione convogliando l’acqua stagnante in superficie, limitandone lo stoccaggio in profondità e compromettendo l’irrigazione uniforme del campo.

5. Un terreno troppo compatto penalizza lo sviluppo delle colture

Un’eccessiva compattazione del suolo comporta una perdita di efficacia dei prodotti. In particolare, l’acqua non riesce a scorrere correttamente sul terreno generando di conseguenza, un notevole dilavamento dei trattamenti fitosanitari o dei prodotti.

Per farla breve, un terreno troppo compatto a causa dei pneumatici agricoli blocca lo sviluppo delle colture nonché il deposito dell’acqua, malgrado essa sia estremamente importante per le colture stesse, durante le stagioni secche.

 

2. Ridurre la compattazione: rispettare le condizioni del terreno legate alle condizioni meteo

Prima di intraprendere qualsiasi attività, è meglio accertarsi che il terreno sia ben asciutto. Questa verifica consente di evitare la compattazione o la spianatura, riducendo quindi il degrado della struttura e della vita del terreno. Per poter tutelare i terreni e lavorare nelle migliori condizioni, prima di qualsiasi operazione è buona prassi determinare manualmente le condizioni del campo.

Terra dura e compatta

Se il clima è troppo asciutto, il suolo è duro come la pietra ed è difficile separare le zolle di terra. Prima di iniziare l’attività, è necessario prevedere una disgregazione profonda.

Ciò consentirà di preservare le attrezzature e di risparmiare carburante, dato che un terreno troppo duro esige una forza di trazione più elevata.

Nel caso di terra dura e compatta, è possibile guidare qualsiasi tipo di mezzo senza rischi di compattazione, poiché la terra è già molto dura.

Compattazione profonda
sotto lo strato arabile

Terra leggera e friabile

Quando la terra è leggera e morbida ed è possibile sgretolare le zolle con le mani, il terreno si trova nelle condizioni ideali per essere lavorato.

Terra con struttura granulosa


Tuttavia, conviene controllare attentamente la pressione per evitare un’eccessiva compattazione del terreno privilegiando, se possibile, pneumatici di tecnologia VF (pressione ideale a 0,8 bar). Grazie a questi pneumatici a bassa pressione, il rischio di compattazione si riduce notevolmente, poiché il carico viene distribuito su una maggiore superficie di terreno.

Terra raggrumata e umida

Quando la terra è estremamente morbida e raggrumata è necessario attendere che sia sufficientemente asciutta, onde evitare il rischio di compattazione alla minima pressione esercitata dal pneumatico sul terreno.

A prescindere dal tipo di pneumatico impiegato, un suolo troppo umido comporta inevitabilmente lo slittamento delle ruote, aumentando considerevolmente l’alterazione del terreno e il consumo di carburante. Pertanto, è meglio aspettare che il campo sia praticabile.

 

3. Ricorrere alle nuove tecnologie per limitare la compattazione dei terreni

Le nuove tecniche, che raccomandano di lavorare meno il terreno per preservarlo, implicano una rigenerazione più lenta della sua struttura.
Con questo sistema di lavoro sarà quindi fondamentale prestare la massima attenzione ai rischi della compattazione, che avranno un impatto maggiore.

Oltre ad una saltuaria disgregazione, è possibile ricorrere alle nuove tecnologie, quali:

  • Il «Controlled Traffic Farming» o agricoltura a traffico controllato: la tecnica consiste nel limitare il numero di passaggi dei mezzi agricoli effettuando più operazioni per passaggio, allo scopo di ridurre la compattazione dei terreni legata a transiti ripetuti sui campi o all’impiego di macchine agricole sempre più pesanti.
  • Lo «Strip Till» o lavorazione a strisce: destinato essenzialmente alle colture molto distanziate fra le file (barbabietole, colza, girasole, mais...). Questa tecnica mira a preparare i campi solo sulla linea di semina, in modo da preservare il terreno. Fa parte delle tecniche di coltivazione semplificate (TCS) e può essere abbinata ad un sistema di guida RTK che consentirà una verifica estremamente precisa del passaggio delle macchine agricole.

 

4. Utilizzare pneumatici a bassa pressione IF/VF per tutelare il terreno

IMPRONTA LARGA = rispetto del terreno,
minor compattazione e resa ottimale!

 

Fra le diverse soluzioni che consentono di ridurre la compattazione del terreno, viene caldamente consigliato l’impiego di pneumatici idonei.
Per questo motivo, occorre determinare le condizioni della struttura del terreno. Possono presentarsi due diverse situazioni:

  • Compattazione superficiale: fondamentalmente dovuta ad un’errata regolazione della pressione dei pneumatici agricoli. È possibile ridurre ulteriormente la compattazione del terreno utilizzando pneumatici a bassa pressione di tipo VF, possibilmente gonfiati a 0,8 bar.
  • Compattazione più profonda: dovuta principalmente a un carico assiale troppo elevato. In questo caso, è meglio scegliere i pneumatici VF più larghi, con una superficie portante sufficiente a distribuire la pressione e a ridurre le compattazioni.
L’impiego di pneumatici idonei contribuirà all’ottimizzazione della produttività, compensando ampiamente l’acquisto di pneumatici nuovi.

 

5. Evitare la compattazione del terreno accoppiando i pneumatici agricoli

Sebbene esistano molteplici soluzioni e tecnologie che consentano di limitare la compattazione del terreno (vedi sopra), non significa che si possano adattare a qualsiasi situazione.

Ciò vale anche quando si desidera lavorare con un trattore molto potente, con attrezzi molto ampi quindi con attrezzature molto pesanti. In questo caso, la soluzione più efficace consiste nel ridurre il carico al suolo distribuendolo su ruote accoppiate.

L’accoppiamento presenta due aspetti significativi:

  • Una migliore distribuzione del carico sul terreno con pressioni meno elevate.
  • Una maggior forza di trazione a fronte di un coefficiente di slittamento ridotto.
In presenza di coltivazioni estese, grazie a questa tecnica guadagnerai ampiamente in tempi di lavoro, efficienza e quindi resa, senza compattare i terreni.

 

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